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Comune semplice: un’altra rivoluzione per gli Enti locali

Dalle pese alle assunzioni, 20 norme da eliminare. Uffici ingolfati dagli adempimenti. Misiani: i Comuni devono poter decidere come spendere.

I

l deputato del Pd Antonio Misani, è primo firmatario della proposta di legge sottoscritta da altri 44 parlamentari e raccolta dalla risoluzione sul Def, il documento di economia e finanzia approvato dal Parlamento la scorsa settimana. Una proposta che tende a semplificare ulteriormente la vita dei Comuni. Una buona fetta dell’elaborazione di questa proposta viene dal Comune cittadino e da Anci nazionale e Lombardia, da amministratori che storicamente hanno una buona gestione della cosa pubblica.

Da gennaio di quest’anno l’equilibrio di bilancio ha sostituito il famigerato Patto di stabilità («Un grande passo in avanti per le amministrazioni» sostiene Misiani), ma sono rimasti altri vincoli su specifiche tipologie di spesa: personale, consulenza, formazione, auto, locazioni, immobili, persino mobili, sulle quali, al Comune viene detto che non può spendere più di tanto. Anche solo programmare un corso di aggiornamento del personale per nuovi servizi che un Comune decide di fornire ai cittadini, può diventare impossibile in ragione del limite di spesa imposto dalla legge nazionale. A carico degli enti locali ci sono poi tutta una serie di obblighi gravosi: adempimenti e comunicazioni alla Corte dei conti, al garante, all’Agenzia delle entrate e al ministero dell’Economia, per esempio, che rallentano la macchina amministrativa.

La proposta di legge punta a eliminare questi vincoli di bilancio. «Ne cancelliamo venti, ma forse ce ne sono altri – rileva Misiani -. L’obiettivo della proposta è semplificare la vita agli amministratori locali, oberati da una molteplicità di vincoli che finiscono per complicare e rallentare l’azione dei Comuni. La Costituzione garantisce autonomia di entrata e di spesa: questo principio va concretamente riaffermato. L’equilibrio di bilancio deve essere l’unico vincolo a carico degli enti locali, tutto il resto va drasticamente semplificato». Tra i vincoli da cancellare c’è il blocco parziale del turn over approvato con la Legge di stabilità 2016, norma che sta creando parecchi problemi di assunzioni ai Comuni, Bergamo compresa, perché, in concreto, su quattro dipendenti che vanno in pensione l’ente locale ne può sostituire solo uno.

Il disegno di legge si propone anche di semplificare gli obblighi informativi verso le amministrazioni centrali, costituendo un sistema unico di rilevazione. «Ci sono Comuni sotto i 5 mila abitanti e con dieci dipendenti che hanno in carico 60 adempimenti, per Comuni come Bergamo sono il doppio. E spesso e volentieri lo stesso dato viene richiesto da più soggetti. Se queste norme verranno approvate dal Parlamento, gli amministratori locali recupereranno la possibilità di decidere come e dove spendere le proprie risorse sempre nel rispetto del pareggio di bilancio, a beneficio dei cittadini.
Quello del blocco delle assunzioni, ad esempio, è un altro enorme problema. Ci sono settori come la polizia locale, il cui organico è ai minimi storici. Non si vogliono Comuni sotto tutela, ma è giusto che chi riceve il mandato dagli elettori si assuma le responsabilità del caso senza vincoli inutili. L’importanza della proposta Comune semplice, qualora venisse approvata, può essere paragonabile a quella del superamento del Patto di stabilità per gli enti locali.

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