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Milano-Brescia-Verona-Venezia: sui treni si apre uno spiraglio?

Regione Lombardia prosegue il lavoro alla ricerca di una soluzione per limitare i disagi e risolvere la situazione dopo la decisione della Regione Veneto di sopprimere 8 corse della tratta Milano-Verona e di impedire tutte le corrispondenze a Verona tra i treni lombardi e veneti.
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Sino ad ora gli incontri non hanno sortito gli effetti sperati e purtroppo le posizioni sono ancora distanti, le proposte fatte dai tecnici di Regione Lombardia, che tendono a mantenere il servizio e ad integrarlo ulteriormente nell’ottica della spesso dichiarata ma mai attuata razionalizzazione del trasporto ferro sulla linea Milano – Venezia, sembrano ricevere solo dinieghi dalla controparte veneta.
Di contro, per ritorsione, Regione Lombardia ha minacciato di far fermare le proprie 24 corse a Desenzano del Garda, sito sul confine amministrativo.
Inoltre sono a rischio altri convogli di tipo interregionale con collegamento festivo che percorrono la linea Lecco – Bergamo – Brescia – Verona – Venezia che, specialmente nella stagione estiva, hanno importanza rilevante soprattutto dal punto di vista turistico. Stiamo parlando della direttrice che per importanza è la seconda dell’intero territorio nazionale. Questo è l’ultimo caso di mancato coordinamento tra le varie Regione del Nord Italia sul tema del trasporto ferroviario, si ricordino i casi passati del Piemonte e dell’Emilia Romagna.

Su questi presupposti alcuni esponenti del Pd lombardo hanno chiesto al Governo di intervenire e di indire un apposito tavolo, in cui il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture svolga un ruolo attivo e fondamentale, per cercare una soluzione che vada al di là dei semplici steccati amministrativi e dia una risposta meno locale e più di sistema. Un tavolo che veda coinvolte tutte le componenti, e quindi il Ministero, le Regioni del Nord d’Italia, Trenitalia e Trenord, e che sia il luogo giusto dove trovare una soluzione alla mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti, non solo per quanto riguarda questa tratta ma anche per tutte le criticità che si evidenziano laddove il trasporto su ferro conosce interconnessioni fra Regioni diverse. Le sfide che hanno di fronte le due regioni, EXPO 2015 in testa, richiedono di lavorare in maniera coordinata e programmata andando oltre i campanilismi e le divisioni politiche.

Intanto proseguono gli incontri che vedranno ancora una volta faccia a faccia i tecnici di Trenord e di Trenitalia Veneto. I treni Verona-Venezia che la Regione Veneto intende istituire, infatti, non sono mai in coincidenza con quelli Milano-Verona della Lombardia e partono esattamente un minuto dopo l’arrivo di questi ultimi, rendendo impossibile il trasbordo. Lunedì i tecnici lombardi illustreranno al Veneto un’ipotesi di soluzione alternativa che prevede anche la disponibilità ad una partecipazione ai costi da parte di Regione Lombardia.

L’ipotesi, allo stato embrionale, prevede di mettere a fattor comune le risorse industriali di Trenord e Tenitalia e gestire, da dicembre, un’unica relazione Milano-Verona-Venezia ogni 60 minuti. Tale soluzione, che richiederebbe di negoziare la suddivisione dei costi tra le Regioni, permetterebbe di ottimizzare le risorse e di potenziare una relazione importante, anche in un’ottica Expo. Si dovrebbe lavorare in sinergia, fare sistema affinché, davvero, si possa arrivare a creare un sistema ferroviario regionale integrato. La crisi sta colpendo tutti, ma, unendo le forze, si possono trovare soluzioni in grado di venire realmente incontro alle esigenze dei cittadini e dei pendolari, lombardi o veneti che siano.

Su Luigi

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