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Una storia che non ci piace

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Lo abbiamo già scritto, ma nulla è cambiato. Continua il racconto di una storia che non ci piace.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Con una richiesta del gennaio 2015, due cittadini di Bariano che intendono ristrutturare un edificio di loro proprietà in Via Piave, chiedono all’Amministrazione comunale la possibilità di poter ricostruire con 1,50 m di altezza in più, per ricavare così un ulteriore piano abitabile. Per essere soddisfatta, la richiesta prevede una modifica delle regole del PGT. L’istanza viene presentata dai proprietari, ma è chiaramente scritta da un professionista del settore.

L’Amministrazione comunale, con delibera di Giunta del marzo 2014, ha già previsto una variante al PGT, ma sulla base di ulteriori richieste come quella di cui sopra, la integra, ampliandola, con una nuova deliberazione che prende nel luglio del 2015. A questa riunione di Giunta non partecipa il Sindaco che però ha tenuto per sè le deleghe in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici.

Nel consiglio comunale del 9 febbraio 2016 si discute e si approva la prima variante al PGT, che contiene una serie di modifiche, compresa quella di cui parliamo.  Il resoconto di quel Consiglio lo potete trovare in questo post. Nel caso in questione, la soluzione approvata è la seguente: poichè il Comune ha l’intenzione di realizzare un marciapiede che colleghi l’inizio del lato sinistro di Via Piave con le Scuole elementari, a fronte della richiesta del privato per un intervento sulla sua proprietà, il Comune concede la possibilità di costruire con una maggiore altezza, ma, in cambio, il privato dovrà realizzerà la parte di marciapiede di sua pertinenza.

Nel corso della discussione alla Variante in Consiglio comunale, sono emerse due questioni che vogliamo sottolineare.

  • Nella discussione delle varie modifiche previste alla variante al PGT, i Consiglieri comunali che potevano avere interessi propri o di parenti o affini sino al quarto grado, dovevano dichiararlo e uscire dall’aula mentre questa discuteva del punto specifico. Alcuni lo hanno fatto, come potete constatare dal verbale della riunione. Sul punto che trattiamo, invece, nessuno è uscito dall’aula.
  • La seconda questione riguarda una situazione per noi politicamente sbagliata e inopportuna, che abbiamo esplicitato in Consiglio e raccontato in questo post (EDILIZIA: IN GIUNTA E’ UTILE UNA SCELTA). In sostanza, emergeva chiaramente che due Assessori, che esercitano la loro attività professionale anche sul territorio di Bariano, erano intervenuti in fase di preparazione della variante, come si può dedurre dai verbali della riunione e dalla documentazione in possesso dei Consiglieri comunali. 

Il loro intervento, allora e oggi, a noi è sembrato inopportuno: se vuoi esercitare la tua professione in materia di edilizia privata e pubblica nel Comune che amministri, non puoi fare l’Assessore in quel Comune e in quei settori. Tutto in regola quindi, come abbiamo ribadito anche nel post: nessuno dei due Assessori aveva o ha la delega in materia, perchè quella è in capo al Sindaco. Ma dal punto di vista politico ci siamo chiesti che senso abbia non avere la Delega all’urbanistica e però partecipare fattivamente e con continuità a tutta la fase di preparazione della Variante. Cosa cambia in termini sostanziali?

Il 24 maggio 2018, la Giunta comunale ha approvato la Delibera n. 66 avente per oggetto: “APPROVAZIONE INTERVENTO EDILIZIO CONVENZIONATO AI SENSI DELL’ART. 21 DEL PIANO DELLE REGOLE RELATIVO AL COMPARTO INDIVIDUATO IN VIA PIAVE CON SIGLA R2_5, CONFORME AL PGT.” Si passa quindi alla fase di realizzazione della parte della variante al PGT relativa all’intervento previsto in Via Piave. Il progetto, che nel frattempo è stato modificato e poi approvato definitivamente dalla Commissione edilizia, non riguarda solo lo stabile, ma anche tutto il marciapiede sul lato sinistro di Via Piave e coinvolge almeno quattro proprietà diverse, come si può vedere dalla documentazione disponibile sul sito del Comune (link). La delibera, dice espressamente che il 13 dicembre 2017, i proprietari hanno presentato la tutta la documentazione tecnica (progetto compreso) a firma di uno dei due Assessori con studio in Bariano.

Riassumendo:

  • Nel 2015, un privato fa richiesta di un intervento su un sito di sua proprietà.
  • L’Amministrazione comunale concede al privato un aumento di volumetria per ricavare un piano abitabile, in cambio della realizzazione di un marciapiede.
  • Per fare questo scambio, che coinvolge un privato e il Comune di Bariano, bisogna approvare una variante al PGT.
  • Ai lavori preparatori della variante, partecipano anche due Assessori del Comune di Bariano, che non hanno la delega all’Edilizia, all’Urbanistica e ai Lavori pubblici.
  • La delega non la possono avere, e non ce l’hanno, perchè esercitano la loro professione anche sul territorio del Comune che amministrano.
  • La variante viene approvata nel febbraio del 2016 e tutti partecipano alla discussione del punto in questione e, quindi, nessuno dichiara di avere interessi personali in merito.
  • Nel 2018, scopriamo che uno dei due Assessori, senza delega all’edilizia, ma che ha partecipato ai lavori preparatori della variante e alla discussione in Consiglio, firma la documentazione per la realizzazione di uno degli interventi oggetto della variante che coinvolge un privato e l’Amministrazione comunale.

Tutto è formalmente regolare, ma le vedete anche voi le contraddizioni che questa situazione evidenzia?

A suo tempo ci siamo chiesti se fosse opportuno che due Assessori, che in Giunta non possono avere le  deleghe all’Edilizia privata perchè esercitano la loro professione anche a Bariano, partecipassero comunque ai lavori preparatori di una variante al PGT.

Oggi ci chiediamo se sia opportuno che un Assessore, che in Giunta non può avere le  deleghe all’Edilizia privata perchè esercita la sua professione anche a Bariano, partecipi ai lavori preparatori di una Variante al PGT in qualità di Assessore all’Ecologia e alla Scuola, e poi firmi la documentazione di uno dei progetti che fanno parte della stessa Variante come privato professionista. 

Due interessi diversi si possono rappresentare contemporaneamente con la stessa efficacia? E quale dei due è più utile e funzionale all’altro? Siamo sicuri che la giusta concorrenza tra i vari professionisti sia veramente libera paritetica?

O, forse, è solo che esageriamo noi nell’amplificare una situazione che invece è assolutamente normale?

Ogniuno si faccia la sua idea: la nostra è che situazioni come queste sarebbe opportuno evitarle.

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