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Lo Stemma e il Gonfalone di Bariano – seconda parte

Nel giugno del 1977 riprende l’iter per il riconoscimento dello Stemma e del Gonfalone di Bariano: quelli che usiamo ancora oggi.

Anno 1977

[Documento 1]

Il 1° giugno del 1977, lo Studio Araldico, che nel frattempo ha stabilito la sua sede a Genova, manda al Comune di Bariano una comunicazione nella quale si offre per svolgere le pratiche araldiche per quei comuni che ancora non hanno ottenuto la concessione dello stemma e del gonfalone.

[Documenti 2 – 3]

Nel questionario compilato e restituito allo Studio Araldico, dal Comune di Bariano, questo dichiara di non avere né stemma né gonfalone.

[Documenti 4a – 4b – 4c]

Il Consiglio comunale del 16 settembre 1977 approva l’impegno di spesa per l’inizio della ricerca e per l’approntamento della documentazione necessaria al riconoscimento. La spesa ammonta a lire 250.000 più Iva (35.000 lire).

[Documento 5]

Lo Studio Araldico inizia la sua ricerca, ma la Biblioteca A. Mai di Bergamo risponde di non avere monografie sul Comune di Bariano, ma soltanto alcune notizie su bonifiche avvenute a Bariano, sul castello (?) del Comune stesso, sul Luogo Pio Grattaroli e alcune notizie sull’arte nelle chiese della bergamasca. Negli archivi della Biblioteca non esiste lo stemma di Bariano.

[Documenti 6a – 6b]

Lo Studio Araldico comunica al Comune di Bariano che può iniziare la pratica e la ricerca per un costo pari a 250.000 lire più Iva.

[Documenti 7 – 8 – 9]

Il 20 settembre del 1977, si comunica allo Studio Araldico la decisione del Consiglio comunale di Bariano. Il Sindaco chiede una previsione dei tempi della pratica, e lo Studio risponde che ci vorranno almeno sei mesi per le ricerche e per il disbrigo della pratica.

Anno 1978

[Documenti 10 – 11]

Nel frattempo lo Studio araldico inizia le ricerche storiografiche. Una delle risposte è della Biblioteca Civica A. May di Bergamo: da tempo non si fanno più fotocopie di giornali per il deperimento dei materiali e per la scarsa agibilità delle fotocopiatrici. Anche l’Archivio di Stato risponde che non esiste da loro lo stemma di Bariano e che, se si vuole fare una ricerca, l’Archivio non dispone del personale sufficiente: la ricerca potrà essere fatta mandando uno studioso sul posto.

[Documenti 12 – 13 – 14]

L’8 marzo 1978, lo Studio Araldico manda la “solita” lettera di offerta al Comune per la pratica dello Stemma. Il Sindaco chiede allora notizie sulla pratica già in atto. Lo Studio Araldico manda pertanto al Comune l’elenco dei documenti e da firmare per la Presidenza della Repubblica e del Consiglio dei Ministri, insieme alle miniature di Stemma e Gonfalone.

[Documenti 15a – 15b – 15c]

Il 26 luglio 1978, il Consiglio comunale approva lo Stemma e il Gonfalone del Comune con le seguenti blasonature. Stemma: “Troncato da un fiume defluente in fascia naturale; nel primo di rosso, a tre gatti d’oro, coricati, con la testa di fronte, uno accanto all’altro; nel secondo d’argento, a tre pannocchie di granoturco, di verde, poste in palo ed ordinate in fascia. Segni esterni di Comune”. Il Gonfalone: “Drappo troncato di bianco e di rosso caricato sull’arma sopra descritta e riccamente ornato di fregi d’argento”. Al Sindaco viene dato il mandato a definire la pratica del riconoscimento. Su 20 Consiglieri sono presenti in 11: 10 sono favorevoli, 1 si astiene.

[Documenti 16a – 16b]

Lo stesso giorno, il Sindaco manda due lettere al Presidente della repubblica e quello del Consiglio dei Ministri per la richiesta della concessione. “Lo Stemma civico – si dice nelle lettere – è in uso da molti decenni (?).

Anno 1979

[Documento 17]

Il 14 marzo del 1979 Bariano ottiene il Decreto Presidenziale per il riconoscimento dello Stemma e del Gonfalone. Lo Stemma: “troncato da una fascia argento: il primo di rosso a tre gatti d’oro accovacciati uno accanto all’altro con la testa di fronte; il secondo d’azzurro a tre pannocchie di mais di verde posti in palo. Ornamenti esteriori da Comune. Il Gonfalone: drappo troncato di bianco e di rosso riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Bariano. Le parti di metallo e i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dei colori nazionali frangiati d’argento.

[Documento 18]

Lo Studio Araldico manda al Comune di Bariano il preventivo per il Gonfalone. Costerà 980.000 lire più 20.000 lire per le spese di spedizione. Il sostegno in metallo costerà 60.000 lire compreso l’invio e l’imballo.

[Documenti 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27]

La Prefettura di Bergamo chiede le miniature di Stemma e Gonfalone al Comune di Bariano da mandare alla Presidenza del Consiglio e il Comune di Bariano, a sua volta, le chiede allo Studio Araldico. Dopo circa un mese, la Prefettura chiede notizie dei bozzetti che il Comune sta aspettando e richiede allo Studio Araldico. Il 18 settembre del 79 il Comune manda alla Prefettura quanto richiesto. La Prefettura comunica successivamente al Comune di avere gli atti del Decreto Presidenziale. Il Comune delega al ritiro degli atti che avviene il 26 novembre 1978.

[Documenti 28 – 29 – 30 – 31]

Il Comune di Bariano, dopo il Decreto di riconoscimento, chiede allo studio Araldico un preventivo per il Gonfalone. Lo Studio Araldico manda al Comune un questionario nel quale il Comune dichiara di avere il Decreto per il Gonfalone. Lo Studi Araldico manda una descrizione del Gonfalone, ma non c’è il preventivo che già era stato spedito il 22 marzo. Nel frattempo (il 14 novembre) lo Studio Araldico chiede un contributo al Comune per un’opera di carattere storico-araldico-municipale che raccoglie i decreti degli stemmi e dei gonfaloni concessi ai Comuni italiani dal 1861.

Anno 1980

[Documento 32]

Per la realizzazione del Gonfalone, il Comune di Bariano chiede anche il preventivo a una ditta di Milano che chiede lire 79.800.

[Documenti 33a – 33b – 33c – 34]

L’8 gennaio del 1980 la Giunta municipale delibera l’impegno di spesa per l’acquisto del Gonfalone per complessive lire 1.091.600, che lo Studio Araldico conferma.

[Documenti 35 – 36]

Lo Studio Araldico manda al Sindaco la miniatura del Gonfalone da firmare. Il Sindaco restituisce le miniature firmate allo Studio Araldico

[Documento 37]

La Prefettura di Bergamo manda al Comune di Bariano alcune disposizioni riguardanti l’utilizzo del Gonfalone. Oltre che nelle manifestazioni di carattere nazionali, i Gonfaloni potranno essere usati anche in quelle di carattere locale. Non è ritenuto legittimo il suo utilizzo in manifestazioni politiche di parte o che non siano espressione degli interessi dell’intera comunità.

[Documento 38]

Il 4 agosto arriva la fattura del Gonfalone pari a lire 954.500

Anno 1981

[Documento 39 – 40]

Nel mese di marzo arriva la lettera dello Studio Araldico con la quale si dà la disponibilità per la realizzazione del Gonfalone, anche se la pratica ormai si è esaurita. Lo Studio Araldico insiste con una ulteriore comunicazione nella quale richiede un contributo al Comune per la sua opera “I Decreti Reali e Presidenziali degli stemmi e dei gonfaloni dei Comuni italiani”. Al precedente invito, evidentemente, il Comune non avete fatto alcun seguito.

 

Considerazioni

Dopo tre anni e mezzo si chiude l’iter per la concessione dello Stemma e del Gonfalone. A parte le miniature, dello Stemma si perdono le tracce e, dopo aver approvato la pratica per stemma e gonfalone, la Giunta delibera l’impegno di spesa per il solo Gonfalone. Altra affermazione “strana”, sempre riferita allo Stemma, si verifica quando il Comune, nelle lettere inviate al Presidente della Repubblica e del Consiglio, comunica che lo Stemma è in uso da parecchi decenni. Di certo la ricerca sullo Stemma non è approfondita, come confermano le risposte della Biblioteca A. May di Bergamo e dell’Archivio di Stato, probabilmente anche per una questione di costi da sostenere. Così nelle descrizioni dello Stemma e del Gonfalone compaiono il fiume Serio, le tre pannocchie di granturco e i tre gatti accovacciati.

Ma saranno questi i simboli veri del nostro paese?

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