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Addio al Patto di Stabilità per gli enti locali

Altro passo importante del Governo Renzi. Venerdì 25 marzo 2016 il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri. Ora sarà possibile attivare nuovi investimenti

I

l Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, ha approvato un disegno di legge di modifica della legge 24 dicembre 2012, n. 243, recante disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell’articolo 81, sesto comma, della Costituzione in materia di bilanci delle Regioni e degli enti locali.

Il disegno di legge ha la finalità di adeguare i vincoli di finanza pubblica degli enti territoriali alla riforma della contabilità degli enti stessi, anche attraverso processi di semplificazione delle procedure.
Nello specifico il provvedimento sostituisce i quattro saldi di riferimento dei bilanci delle Regioni e degli Enti locali prevedendo un unico saldo non negativo in termini di competenza tra le entrate fiscali e le spese finali, sia nella fase di previsione che di rendiconto.

Inoltre vengono disciplinate le operazioni di indebitamento e l’utilizzo dell’avanzo degli esercizi precedenti per operazioni di investimento. Infine viene demandato a legge dello Stato, il concorso delle Regioni, dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane e delle Province autonome di Trento e Bolzano alla sostenibilità del debito delle amministrazioni pubbliche attraverso versamenti al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, tenuto conto dell’andamento del ciclo economico.

Quella sugli enti locali fu un parte approvata forse un po’ in fretta nel dicembre 2012: pensate che, tra le altre cose, prevedeva il rispetto da parte degli enti di ben otto vincoli di bilancio! Il governo Renzi aveva promesso di rimetterci mano, per proseguire il lavoro fatto nell’ultima legge di stabilità (col pensionamento del patto di stabilità interno).

Ieri mattina il risultato.

Il patto di stabilità per gli enti locali viene definitivamente abbandonato, non solo per il 2016 (cosa già avvenuta) ma per sempre.

D’ora in poi regioni, province, città metropolitane e comuni dovranno rispettare un solo vincolo: tante sono le tue entrate, tante le tue uscite. Senza complicazioni, senza incertezze, senza numeri che cambiano. Una disciplina che viene scritta in una legge attuativa delle Costituzione, a testimonianza del valore che si vuole attribuire alle regole fiscali. Alle regole fatte bene però!

Prevediamo un nuovo impulso agli investimenti pubblici locali (che già nel 2015 sono aumentati del 15,3% e nel 2016 aumenteranno come stima di 3,5 miliardi).

Viene così a completamento un altro tassello della riforma della finanza locale: dopo l’addio alla spesa storica, dopo il riordino della tempistica (mai più proroghe, mai più bilanci in estate o autunno), ecco la sistemazione definitiva delle regole di politica fiscale.

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